E' notte. Torno a casa, si è fatto tardi. Cammino veloce. Le strade deserte. Fa freddo. Cammino veloce. Non mi prende stavolta. Non mi deve prendere. Taglio per strade nuove, scorciatoie e viette poco illuminate. Cammino attento. Prima arrivo a casa, prima sarò salvo. E' notte, è il suo momento. L'importante è non voltarsi indietro: ormai l'ho capito. Questa volta l'ho fregata. Rallento, non manca molto. Riprendo fiato. Colmo il respiro con quell'aria densa di umidità... e ricordi... fantasmi e rimpianti. E di nuovo ti vedo. Sei lì. Mi hai fregato. Cara Nostalgia... furtiva come un'ombra e sottile come il vento, ti basta poco per conquistare il mio cuore. Un respiro e colmi il vuoto che ho dentro, portandomi con te via da queste vie deserte, a far da spettatore al mio passato. Ti seguo. Non mi parli mai, ti limiti a sorridere. Piango, ma tu sorridi. Non ti capivo... ma ora non so... c'è qualcosa di più! improvvisamente mi è chiaro. Sorridi, cara Nostalgia, perchè ciò che rievochi da dentro me non sono tristi ricordi, ma le cose belle che mi mancano...
Te ne sei andata. Non me ne ero accorto.. Tornerai? sono di nuovo solo ora. Davanti a me, casa. Ma ho qualcosa di più con me, che prima non avevo: un bel ricordo.
Vado a letto. Sono stanco. Fuori fa freddo, fuori è la notte.
